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Sabini

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Descrizione

I Sabini del Tevere, per lungo tempo gli unici Sabini noti alla tradizione romana, furono un popolo importante e potente, amante della giustizia e dell'onestà – al punto che Cicerone riferisce un aneddoto secondo cui a Roma era diffusa l'abitudine di fingersi sabini per guadagnare la pubblica stima – e raggiunsero una notevole prosperità grazie anche alla vicinanza del Tevere e della via Salaria, fondamentali vie di comunicazione che facilitarono lo sviluppo dei rapporti con le altre popolazioni della zona come Umbri, Etruschi e Romani..
Lo storico Quinto Fabio Pittore 260 a.c.- 190 a.c., riferisce che i Romani avvertirono per la prima volta i benefici della ricchezza quando divennero signori dei Sabini, mentre Dionigi di Alicarnasso, riprendendo lo stesso Fabio nella sua opera su Antichità di Roma, ricorda che al tempo della fondazione di Roma i Sabini non erano meno amanti delle raffinatezze degli Etruschi.

Ma la storia di questo popolo inizia ben prima del suo intrecciarsi con quella dei romani e la sua influenza fu determinante per lo sviluppo della stessa civiltà romana e di altre civiltà italiche.
I primi documenti scritti che compaiono a partire dal VII sec. a.C., rendono ragione di una koinè (lingua e cultura comune) diffusa in tutta la fascia mediana della penisola italica che ebbe nei Sabini il popolo guida.
A testimonianza del livello di cultura raggiunto sono stati ritrovati frammenti di iscrizioni ( tra le quali il più tardo Cippo di Cures) che indicano la formulazione da parte dei Sabini di una propria scrittura, che si evolve nel tempo nell'area tiberina.

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